Il Gigante Solitario.
Ne approfitto per pubblicare (pari pari) un articolo apparso oggi su firenze.repubblica.it. Della serie "siamo alla frutta", parliamo del nuovo palazzo di giustizia a Novoli.
"Un monumento allo spreco. «Un esempio plateale e di grandi dimensioni di spreco del denaro pubblico», dice l´assessore ai lavori pubblici in Comune, Paolo Coggiola. Monumentale lo spreco come l´oggetto del medesimo. Il gigante solitario ormai è noto a tutti: il nuovo grande Palazzo di Giustizia di Novoli, con le sue torri superate in altezza solo dalla cupola del Duomo e dalla Torre di Arnolfo. La prima cosa che si vede di Firenze da ovest: un gigante abbandonato ma costoso. E tale per incuria e mancanza di fondi per gli uffici giudiziari da parte del governo, anzi dei vari governi. Il Palagiustizia è finito. Lo è almeno la parte più grande, il primo lotto che, dichiara Coggiola, avrebbe potuto accogliere già da cinque mesi tutti gli uffici giudiziari di Firenze, tranne la procura della Repubblica che andrà nel secondo lotto in costruzione, con realizzazione prevista entro un anno e mezzo. Ma il ministero non lo ha arredato e non lo ha dotato dei meccanismi di sicurezza. Dunque c´è, è grande, ma è vuoto.
Il gigante resta disabitato. Ma costa 500 mila euro l´anno solo di manutenzione anche da vuoto, quando però tutti i complicatissimi impianti di climatizzazione automatizzati - caldo, freddo, ricambio dell´aria - devono restare accesi e funzionare almeno al minimo per non risultare inagibili tra qualche tempo e per mantenere una temperatura tale da non far subire danni alla struttura. Il Comune deve anche spendere 9 milioni l´anno, di cui 5 di affitti inutili se si andasse a Novoli, per le sedi della giustizia a Firenze. Dopo molto tempo il ministero gliene rende dal 60 all´80%. Comunque, locali o nazionali, sono sempre soldi pubblici. Tanti e buttati al vento con buona pace del gran discorrere di riduzione della spesa. Oltretutto, più resta disabitato e più l´edificio rischia di deteriorarsi ancora prima di iniziare a funzionare. Progettato da Leonardo Ricci a metà anni '80, rivisitato a metà dei '90, il Palagiustizia fu iniziato a costruire nel 2001 e sta adesso affogando in una vita spigolosa come le sue guglie.
Arredi e sicurezza sono compito del ministero che non può andare all´Ikea. La norma europea esige una gara internazionale. Ci vuole tempo per trovare i soldi, fare il bando, espletare al gara. Né può essere fatto in un giorno lo sgombero di 1.350 persone in 128.000 metri quadri, all´esterno in pietra di Santa Fiora, rame e 20.000 metri quadri di vetro termoregolato e all´interno di granito, cartongesso e legno. Si tratta di trasferire nell´edificio a dieci piani, più due interrati, del primo lotto le due sedi del tribunale, piazza San Firenze e San Martino, gli uffici giudiziari, le cancellerie generali, i giudici di pace, le aule per le udienze, l´archivio che ora è a Prato. Più, nella torre di 18 piani e 72 metri verso il cielo, oltre la metà della corte d´appello e della procura generale. La procura della Repubblica, andrà invece nel secondo lotto di nove piani e quanto resta della corte d´appello e della procura generale nell´altra torre: 62 metri e 13 piani.
Il braccio di ferro con il ministero data da lungo. Dai tempi del ministro Castelli, racconta Coggiola, quando i lavori stavano per finire e sarebbe stato già saggio pensare agli arredi. Silenzio. Poi con Mastella e Scotti ci sono stati maggiori contatti. «Ma hanno sempre tergiversato chiedendoci via via nuovi chiarimenti». Ora da sette mesi il Comune ha consegnato il piano per la sicurezza e la stima del 40% dei vecchi mobili da recuperare. Ma non c´è più nessuno con cui parlare: «La vecchia commissione tecnica è decaduta. la nuova non si è ancora insediata», racconta Coggiola che dice anche di avere concordato con il sindaco Domenici la richiesta di un incontro con il ministro Alfano. L´assessore conclude amareggiato: «Questa amministrazione se ne andrà a primavera 2009 avendo finito i lavori ma con il Palagiustizia disabitato. Eppure siamo riusciti a fare anche il secondo lotto con i 140 milioni di euro stanziati solo per il primo. Siamo stati bravi e efficienti, il ministero no».
Il Palagiustizia non si animerà nel 2008, ma sembra neanche nel 2009. E menomale, spiega l´ingegner Mario Morganti, responsabile dei lavori per il Comune, che pur essendo terminato il collaudo degli impianti e dunque risultando l´edificio abitabile, andrà avanti fino a fine anno il collaudo tecnico amministrativo che costringe la ditta costruttrice Inso a essere ancora presente e a consegnare a fine collaudo tutto in regola. Una garanzia contro il deterioramento. Poi però saranno guai. Non fosse altro che per le spese della sorveglianza che andrà istituita, come spiega Morganti, pena un guasto o l´intasamento di un pluviale, tanto per fare un esempio, che se individuati tardi causerebbero disastri. Si dovrà controllare che nessuno entri, si dovranno tenere gli impianti accesi. E si dovrà continuare a esercitare la giustizia un po´ qui e un po´ là, nonostante si potrebbe riunire tutto nel gigante in cui, entrando da via di Novoli nella «basilica» alta 20 metri e coperta da un vetro, si troverebbe tutto: scendendo di mezzo piano le 28 aule di circa 200 metri quadri più le quattro più grandi di assise e quella enorme per i processi speciali, salendo, invece, di un altro mezzo piano tutti gli uffici. A destra la procura e le torri, a sinistra tribunale e giudice di pace, al pianterreno della torre più grande l´ordine degli avvocati, e poi tutte le polizie giudiziarie, e poi le intercettazioni, e poi gli uffici grandi 40 metri quadri dei giudici che oggi devono portarsi il lavoro a casa.
(11 settembre 2008)
fonte: http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Dieci-milioni-buttati-ogni-anno/1511303
a voi la parola. io sono rimasto senza oramai...
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