Osservazioni sulla scelta del sistema tranviario in Europa

Allo scopo di potenziare adeguatamente il trasporto pubblico, e contenere così la pressione veicolare, le Amministrazioni di 126 città nell’Europa Occidentale, dal 1980 in poi hanno pensato all’introduzione ex novo di sistemi tranviari. Di questi, 46 sono stati poi effettivamente realizzati, 11 sono attualmente in costruzione, 15 sono ormai pressoché definitivamente decisi, mentre per 17 la discussione è tutt’ora in corso.
Le restanti 37 città, invece, hanno ufficialmente rinunciato al progetto, spesso in seguito a un cambio di maggioranza politica; di queste, solo 6 hanno in alternativa realizzato un altro sistema paragonabile, per prestazioni e capacità di trasporto, a un sistema tranviario: le restanti 31 hanno di fatto rinunciato a investire in modo sostanziale nel trasporto pubblico.
In 33 delle 46 città che hanno introdotto ex novo un sistema tranviario, quest’ultimo viene espletato anche in superficie nei centri storici, in molti casi comprendenti anche vie strette e con alto valore iconografico – monumentale, talvolta per questo tutelati dall’Unesco.
Comunque, in quasi tutte le 126 città si nota che si sono verificate, riguardo al consenso sociale riscosso dal progetto, 3 precise fasi.
La prima fase è quella in cui l’idea tranviaria è ancora più che altro teorica, o appare come un semplice dichiarazione d’intenti dell’Amministrazione; in essa il consenso è notevole: l’inserimento dell’opera nei Piani del Territorio o della Mobilità riscuote molte simpatie e viene inteso come un elemento saliente e qualificante nella concezione della città del futuro.
La seconda fase si ha allorché si vuole por mano effettivamente all’opera; a questo punto si scatena un’opposizione rabbiosa, serrata e senza esclusione di colpi: l’Amministrazione che si ostina a portare avanti i progetti rischia seriamente autogoal elettorali, mentre la rispettiva Opposizione ha buon gioco nel cavalcare la tigre del rifiuto categorico del progetto per guadagnare un sicuro successo.
La terza fase si ha se e quando, nonostante tutto, si riesce a portare a termine l’opera. Allora, superati eventualmente alcuni mesi di difficoltà iniziali, il successo è sempre grandioso: in poco tempo il nuovo servizio diviene un elemento irrinunciabile per la mobilità cittadina, così che l’Amministrazione può farne un simbolo della propria politica a favore della città, che paga regolarmente sul piano elettorale: ne sanno qualcosa gli Amministratori delle città francesi!

Infine un’osservazione riguardo all’effetto del tram sulla qualità della vita: le prime 4 città europee che risultano offrire i migliori livelli di qualità della vita (Zurigo, Ginevra, Vienna ed Helsinki) sono tutte abbondantemente munite di linee tranviarie! Sarà un caso, ma……