Una città a misura di...

Firenze, come altre città italiane, soffre di una malattia che si chiama "degrado".
Lungi dal volerne fare una questione politica, vorremmo soltanto (come cittadini) denunciare un problema a volte purtroppo ignorato o nascosto e che invece grida vendetta proprio per il fatto che Firenze dopotutto è pur sempre Firenze!
La nostra opinione è che questa malattia sia la somma, da una parte, della maleducazione e della scarsa attenzione alla "res publica" di gran parte dei cittadini e, dall'altra, del modo di (mal)governare dell'amministrazione. I due aspetti sono legati e purtroppo si rafforzano a vicenda, in una spirale dannosa di cui non si vede la fine. Sì, perché se da un lato non si può dare la responsabilità del degrado fiorentino solo al Sindaco e ai vari Assessori (in quanto sono i cittadini in primis che con i loro comportamenti denotano la civiltà di una città) è anche vero che l'amministrazione presenta indubbiamente gravi lacune progettuali e organizzative nella gestione e manutenzione ordinaria del territorio cittadino che certo non educano e non invogliano a una corretta fruibilità della città stessa da parte dei suoi abitanti. Per non parlare della questione del miglioramento dei servizi, che poi spesso si risolve in anni di inutili cantieri e di spreco di soldi pubblici, con aggravamento sull'impatto ambientale e nessun vantaggio per la popolazione.
Inutile nasconderlo: la nostra povera città è sommersa dal traffico, dal rumore, dalla sporcizia e condizionata da scelte politiche discutibili, che invece di migliorare la situazione, spesso la peggiorano.
Che poi non si tratta di questioni così metafisiche: basterebbe, appunto, un po' più di organizzazione e di assunzione di responsabilità delle singole strutture adibite ai vari compiti. E un po' più di controlli e sanzioni.
I cantieri aprono, chiudono e riaprono nella stessa via perché le varie ditte non sono coordinate tra loro; i lavori e le grandi opere non sono quasi mai terminati nei tempi previsti, prolugando il disagio pubblico oltre il previsto, e spesso non si riesce a trovare un responsabile qualora venissero causati dei danni. I lavori di pubblica utilità (basti pensare ai sottopassi della Fortezza e del piazzale di Porta a Prato) sono quasi sempre realizzati in ritardo, e non di rado con errori di progetto che ne vanificano la funzionalità ("l'autobus doveva svoltare di qui? Opps, purtroppo non ci passa... vabbè tiriamo giù tutto e ricominciamo daccapo... ah, e dite che le corsie dovevano essere tre per direzione? Ormai ne abbiamo fatte solo due. Che volete, abbiamo sbagliato i conti di due centimetri, mica possiamo rifare tutto anche qui, accontentatevi...").
Dall'altra parte si creano sempre più parcheggi che attirano sempre più auto, le ZTL sono un colabrodo e le ZCS una snervante presa in giro, ma poi ci si fa belli con "la domenica senz'auto", che fa solo incazzare chi l'auto è abituato a prenderla sempre e non capisce a cosa possa servire lasciarla a casa una volta al mese e, allo stesso tempo, fa ancor più deprimere chi vorrebbe sempre una città libera dalle auto, dal rumore dei motori e dai gas di scarico. Una città finalmente DEI e PER i cittadini.
Ecco il punto: Firenze NON è (purtroppo) una città a misura d'UOMO, ma casomai una città a misura di AUTOMOBILI.
E non solo. Non è una città "verde" (dove sono i parchi e i giardini che possiamo ammirare nelle altre città europee?), non è una città pulita (ma le avete viste le condizioni delle nostre strade?), non è curata e ordinata (perché tutte quelle transenne, quei cartelli di pericolo quando basterebbe ricoprire una semplice buca o sfoltire delle erbacce?), non è "esteticamente" bella (una moltitudine di insegne e cartelli, cassonetti e lamiere sovrapposti l'uno all'altro, senza alcuna logica, spesso oscuranti i monumenti e le piazze), è caotica (le nostre piazze più belle trasformate in parcheggi, invece che in luoghi di ritrovo).
Ormai Firenze è bella soltanto dal Piazzale Michelangelo o da Fiesole, dall'alto insomma; ma provatevi a scendere "in basso" e sentirete il puzzo delle strade, e vi imbatterete nella vera immagine della città, quella che sbattiamo in faccia ai turisti allibiti.
Ci piacerebbe invece una città dove siano i cittadini (in quanto uomini e donne) al primo posto nella considerazione degli amministratori, non le auto, né gli interessi politici o finanziari.
Quindi una città con più parchi, fontane e panchine e meno parcheggi e asfalto. Meno casermoni di cemento e più alberi. Più autobus e meno traffico privato. Più vigilanza sulla sosta selvaggia. Più barriere fisiche per proteggere gli spazi dei pedoni dall'invadenza delle auto e dei guidatori incivili (strisce pedonali, marciapiedi, piste ciclabili) e meno barriere architettoniche per invalidi, anziani e mamme con bimbi piccoli.
Una città più pulita e decorosa, meno sciatta e trasandata. Meno cassonetti e più servizi di raccolta a mano; meno transenne e più lavori di intervento.
Più amore per la propria città.
E' forse chiedere troppo?
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